(15.01.2023) LA CRISI ENERGETICA DEPREZZA L’EURO, E CON MONETA SVALUTATA (+ LE POLITICHE ESPANSIVE) L’ECONOMIA ITALIANA ACCELERA.

I 2 VERI PROBLEMI DELL’ITALIA SONO: CAMBIO SOPRAVVALUTATO (dall’EURO) e POLITICHE RESTRITTIVE (del PATTO DI STABILITA’ EUROPEO).

Cambio sopra-valutato e politiche restrittive frenano da sempre nell’EuroZona l’economia italiana.
Attualmente questi 2 fattori si sono ridimensionati nel seguente modo:

  1. – SOSPENSIONE PATTO DI STABILITA: Dopo il COVID il patto di stabilità è stato sospeso.
  2. – DEPREZZAMENTO EURO: Dopo la crisi energetica l’Euro si è deprezzato.

Di conseguenza l’economia italiana ha ripreso a funzionare.
Nel dettaglio:

1) SOSPENSIONE PATTO DI STABILITA (+Politiche espansive):

Il patto di stabilità è quello che obbliga l’Italia ad attuare da circa 30 anni politiche economiche RESTRITTIVE che restringono il PIL.
Le politiche restrittive, lo ricordiamo, sono quelle in cui lo Stato porta il suo bilancio governativo in ATTIVO nel seguente modo:

  • – aumentando le entrate (tasse)
  • – diminuendo le uscite (SpesaPubblica e Investimenti).

Queste manovre restrittive come detto restringono l’economia e di conseguenza il PIL che a sua volta peggiora il suo rapporto nei confronti del debito pubblico.
Con la sospensione del patto di stabilità l’Italia può invece compiere manovre economiche ESPANSIVE che espandono l’economia e dunque il PIL.

LUCIO CARACCIOLO (nel 2022): “Non appena si sospende il patto di stabilità (europeo), guarda caso l’economia italiana parte a razzo.” [Cit. Lucio Caracciolo (dal min. 10:10)]

L’economista Carlo Cottarelli conferma l’espansione di deficit pubblico con le seguenti parole:

Tra i modi utilizzati per distribuire soldi nell’economia, in Italia si segnala ad esempio il SUPERBONUS EDILIZIO DEL 110%.

L’espansione della SpesaPubblica impiegata in modo produttivo, come nel caso del SUPERBONUS EDILIZIO, genera un circolo virtuoso in cui i soldi spesi (da parte del settore governativo) aumentano i posti di lavoro che a loro volta producono più PIL e dunque maggiori introiti fiscali che lo Stato recupera in seguito alla spesa sostenuta in precedenza.

2) DEPREZZAMENTO EURO (+Esportazioni e turismo):

Nella pagina Dimostraz. EurExit si trova dimostrato come l’alterazione EuroValutaria provochi una modifica sui listini prezzi dei PaesiMembri che agisce nel seguente modo:
– I paesi che arrivano nell’Euro da un cambio PESANTE (come la Germania e il NordEuropa) SCONTANO i loro listini prezzi verso i mercati globali., mentre
– I paesi che arrivano nell’Euro da un cambio LEGGERO (come l’Italia e il SudEuropa) RINCARANO i loro listini prezzi verso i mercati globali.
Di quanto?
Anche fino al 30%.

THEO WAIGEL (nel 2015): “Se la Germania oggi uscisse dall’unione monetaria, allora avremmo immediatamente, il giorno dopo, un apprezzamento tra il 20% e il 30% del Marco tedesco che tornerebbe nuovamente in circolazione. Chiunque si può immaginare che cosa significherebbe per il nostro export, per il nostro mercato del lavoro, o per il nostro bilancio federale.“[Cit. T.Waigel]

Ciò significa che l’Italia con l’Euro in tutti questi anni sta operando sui mercati globali con i listini prezzi del MADEinITALY rincarati nella stessa misura (circa il 20-30%).
Motivo per cui con l’UnioneEuroValutaria:

  • – I paesi del NordEuropa (caratterizzati da un cambio PESANTE) vanno bene., mentre
  • – I paesi del SudEuropa (caratterizzati da un cambio LEGGERO) vanno male.

Il fatto che NON appena il valore dell’Euro sia sceso puntualmente l’economia italiana abbia cominciato a crescere, è l’ennesima riprova palese di come il cambio valutario (insieme alle manovre economiche RESTRTTIVE in luogo di quelle ESPANSIVE) sia la VERA ragione dell’andamento buono o cattivo dell’economia nazionale, e NON Casta-Sprechi-Pensioni-Vitalizi-Evasione-Corruzione come viene ingannevolmente ripetuto.
Ora qualcuno potrebbe obiettare che:

“Ma se l’Euro è sceso, come mai la Germania NON ne beneficia?”

La risposta è:

  • – Col deprezzamento dell’Euro la Germania continua ad esportare al massimo tutto quello che già esportava. mentre
  • – Col deprezzamento dell’Euro l’Italia aggiunge al suo export una quota addizionale che veniva preclusa dal cambio sfavorevole (turismo in primis).

E questo si badi, a prescindere dai problemi di Casta-Sprechi-Pensioni-Vitalizzi-Evasione-Corruzione, che come si può notare, NON hanno l’incidenza tangibile che viene paventata.

Scritto da: Cristian Minerva

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Sono un libero professionista. Ho conseguito il diploma di geometra all'Istituto Tecnico per Geometri Statale. Studio economia e tutte le materie in genere, da autodidatta a livello amatoriale, per cultura personale, oltre che per senso civico. Non faccio capo ad alcuno schieramento politico.